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Verso un villaggio globaleVerso un villaggio globale

Mercoledì 7 giugno 2000 - riflessioni e proposte

Per un villaggio globale dei musicisti evangelici

Grazie alle attività che porto avanti nel campo della musica evangelica, in questi ultimi mesi mi è capitato di entrare in contatto con numerosi credenti impegnati come me nel mettere al servizio del Signore i propri talenti musicali. Curiosamente ho notato come in ogni dialogo che ho intrapreso con queste persone, il discorso è finito ben presto per cadere sul problema della mancanza di coordinamento tra le realtà locali. Coordinarsi per servire meglio: questo, ho riscontrato, risulta essere il desiderio, il pensiero, la speranza condivisa da chi suona per il Signore.
Fino a oggi, purtroppo, poco o nulla è stato fatto su questa strada: qualche convegno, qualche proposta scollegata da quel solido contesto generale di cui c’è bisogno.
Una cosa risulta chiara a tutti: se non ci muoviamo noi, nessuno lo farà al posto nostro. Se vogliamo un “villaggio evangelico” sul fronte musicale dobbiamo costruircelo. Come singoli, non ce la faremo mai; e dall’altro lato, alla fin fine, anche creare una struttura “ufficiale” paradossalmente porterebbe solo a ulteriori distinguo e frammentazioni.
Sarà banale, ma l’unico modo che resta per costruire il nostro villaggio è quello di lavorare insieme per gli stessi obiettivi, nel rispetto della Verità e delle nostre diversità.


RISPETTARE LA VERITA’
Solo nella Verità possiamo essere veramente uno. Tentare di farlo umanamente, mettendo da parte le questioni teologiche controverse per enfatizzare i punti di contatto, può portare solo a un’unione di facciata, fatta di buone intenzioni e di poca sostanza.
Siamo (e saremo sempre) un gruppo formato da credenti che provengono da realtà confessionali diverse tra loro: questa, pur essendo di fatto una ricchezza, può dare adito a volte a fraintendimenti. L’unico punto che ci accomuna è la Salvezza, l'unico elemento che ci unisce è la Parola di Dio. Per questo è necessario che ricerchiamo una posizione quanto più biblica possibile, scevra da interpolazioni umane, da interpretazioni, da attualizzazioni: in poche parole, non dobbiamo andare “oltre ciò che è scritto”. E’ l’unica linea di condotta, l'unica che consente un giudizio sereno e obiettivo da parte di tutti.



RISPETTARE LE DIVERSITA’
In questo contesto, resta ovviamente fermo che ognuno può mantenere le sue convinzioni teologico-dottrinali, purché bibliche: lo scopo del nostro lavoro non è quello di far cambiare idea agli altri (lasciamo questo compito al Signore), ma di metterli in comunione. Proveniamo da chiese, confessioni, formazioni, esperienze molto diverse tra loro, ma possiamo trovare comunione nella Verità. Credo che in questo possa esserci d’aiuto la riflessione contenuta in Romani 14.



Ma lavorare insieme significa anche essere d’accordo su chi siamo, cos’è per noi la musica cristiana e quali sono i nostri obiettivi.



CHI SIAMO
Siamo un gruppo che si riconosce in uno scopo: diffondere la musica evangelica alla gloria del nostro Signore, per l’edificazione dei fratelli e l’evangelizzazione dei non credenti.
Siamo tutti musicisti credenti, nati di nuovo, che si considerano “artigiani” più che “artisti”, privilegiando (sia nella composizione, sia nell’esecuzione) l’ispirazione spirituale all’espressione di un qualche estro artistico interiore, e si curano poco dei sofismi formali per concentrarsi piuttosto sulla concretezza e sulla ortodossia dei contenuti.
Un gruppo di musicisti, ma non solo: quest’opera vuole coinvolgere tutti i credenti impegnati attivamente nell’ambiente musicale cristiano evangelico nelle più varie forme (musicisti e coristi, ma anche arrangiatori, traduttori, recensori, tecnici del suono, produttori...).



MUSICA & FEDE
Ci schieriamo apertamente contro l’eresia in ogni sua forma, senza infingimenti o ipocrisie, e riteniamo che allo stesso modo gli inni cristiani debbano esprimere chiaramente correttezza dottrinale trasmettendo il pensiero di Dio nella sua pienezza spirituale, piuttosto che una vaga emozione.
Non ci interessa il successo, e anzi vediamo con tristezza i tentativi di certi credenti di aumentare la propria popolarità attraverso qualche compromesso con il mondo; allo stesso modo ci rattrista il comportamento degli artisti cristiani che stemperano i testi dei propri brani improntandoli a generici “valori cristiani”, in modo da non farli risultare troppo “schierati” e renderli quindi accessibili a un pubblico più ampio.
Un canto cristiano deve essere un canto di contenuti cristiani, e non una pappetta zuccherosa fatta di qualche tema sociale trattato con buonismo.



OBIETTIVI
Il desiderio comune è quello di fare fruttare al meglio il proprio talento, arricchendosi spiritualmente e tecnicamente a vicenda attraverso la comunione, in un contesto di carità fraterna, con quanti hanno la nostra stessa chiamata e vivono quindi la nostra stessa realtà.



Sul piano concreto, potremmo delineare alcuni chiari e semplici obiettivi:
- mettere in contatto tra loro le singole realtà locali (singoli musicisti, gruppi, “addetti ai lavori”);
- operare per una comunicazione stabile tra musicisti credenti, in modo da creare un terreno fertile a collaborazioni e iniziative comuni;
- promuovere realtà rilevanti ma ancora sconosciute;
- mantenersi informati a vicenda su novità, proposte, produzioni, progetti;
- operare in sintonia sul piano delle traduzioni: armonizzare per quanto possibile i testi già esistenti, e creare un coordinamento per la produzione delle versioni future;
- diffondere le proprie produzioni musicali anche al di fuori della propria chiesa.



PER COMINCIARE
Un bollettino di coordinamento c’è già: Go…spel è nato nel giugno del ’99 proprio con l’obiettivo di fare da trait d’union tra le diverse realtà musicali locali; la speranza è quella di farlo diventare un giornale “interattivo”, dove i lettori sono anche coloro che contribuiscono a riempirlo con presentazioni, riflessioni, idee.
Presto verrà attivato un sito Internet in cui saranno presenti tutte le iniziative collegate a questo progetto: lo stesso bollettino Go…spel, il censimento dei prodotti discografici evangelici 1995-1999 (attualmente in corso), l’armonizzazione di inni e traduzioni, l’organizzazione di incontri nazionali tra musicisti, la “mappatura” della musica evangelica italiana con la creazione di un database che potrebbe tornare utile per collaborazioni e necessità generiche e specifiche. E, perché no, a medio termine potremmo pensare una mailing-list specifica per chi opera nel settore.



Definiti identità e obiettivi, tutto sta nel far capire a tutti i potenziali interessati l’importanza della comunicazione ai fini del raggiungimento di questi scopi. Per fare questo, oltre a intercedere in preghiera, noi e coloro che come noi hanno già capito la valenza di questo progetto dobbiamo impegnarci in prima persona in un lavoro “one-to-one”.
Non dovrebbe essere difficile da fare. In fondo, se molti sono ancora “fuori” da questa rete, è solamente perché fino a oggi nessuno ha mai presentato loro una proposta di questo genere: a volte possono aver desiderato qualcosa di simile, ma si sono fermati lì, convinti che fosse solo un sogno. Un sogno che oggi, grazie a Dio, può diventare realtà.
E non è difficile comprendere la portata e i potenziali vantaggi che possono derivare per tutti da questo “villaggio musicale”.



Obiettivi ambiziosi? No, realistici. Certo, se per noi la nostra missione si limita con soddisfazione a suonare alla domenica in chiesa, be’, allora effettivamente questo discorso suonerà inutile. Ma personalmente credo che il Signore meriti qualcosa di più.
Colui che ci ha salvati merita il nostro massimo impegno per edificare nella fede i suoi figli e raggiungere quanti sono sulla via della Salvezza. Mettere a frutto i propri talenti non è un lavoro d’ufficio, da svolgere solamente entro certe fasce orarie.




Paolo Jugovac
[7/6/2000]

 

 

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