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La musica in chiesaLa musica in chiesa

Sabato 25 dicembre 1999 - riflessioni e proposte

Approfondimento sulla musica in chiesa, tratto dal sito della chiesa apostolica.

LA MUSICA IN CHIESA


La musica non è:


Un modo di raggruppare la gente prima del culto, cosi smettono di chiacchierare.


Uno stacco fra una testimonianza troppo lunga e un sermone


Un modo per sgranchirsi le gambe e le braccia dopo una predica noiosa


Un modo per far divertire i giovani, che altrimenti, cosa ci vengono a fare in chiesa?


La musica è:


Un linguaggio che Dio ha scelto ed incoraggia, per comunicare con il cuore dell'uomo; vedi i Salmi 33:1, 92:1, 147:1 e, soprattutto, il Salmo 22:3, dove dice che Dio inabita le lodi del Suo popolo. Per chi avesse dubbi che la parola "lode" non implichi la musica, si fa notare che la parola tehillal usata nel 33, 147 e 22, vuol dire "salmo, o canto di lode", e quella usata nel 92, zamar, è il verbo "dare lode, o cantare lodi"


Un linguaggio che parla a tutte e tre le sfere umane: corpo, anima e spirito. Guardacaso, anche la musica viene suddivisa spesso in ritmo, melodia ed armonia;


Un linguaggio di carattere profetico, perchè ha la capacità, come la profezia (I°Cor.14:3), di "edificare, esortare e consolare" ; non a caso Asaf, Jeduthun ed Heman erano profeti, chiamati anche i "veggenti del re", ed erano i tre responsabili designati da Davide per tutto ciò che riguardava la lode nel tempio (I°Cronache 15:16 e seguenti); edificare, perchè nella musica c'è un ruolo di insegnamento, che ad esempio seppe usare molto bene Lutero, nei primi anni della Riforma, o che vediamo nei testi dei Gospel, che erano vere e proprie predicazioni cantate per un popolo che non sapeva leggere; esortare, quando nel testo c'è un chiaro riferimento ad andare avanti nelle battaglie spirituali e nelle prove; consolare, quando un canto sa curare le ferite del cuore usando la Parola di Dio (quindi non stiamo parlando solo di musica, ma di musica connessa strettamente ad un testo: la musica "usa la parola" come Dio "usa la Parola" per creare e per salvare); un buon gruppo di lode porta la congregazione da qualche parte, cioè ubbidisce a "ciò che lo Spirito dice alla Chiesa" (Apoc. 3:6).


Un linguaggio di carattere divino, perchè la musica era già con Dio quando Lui creava l'universo (Giobbe 38:7), nel tempo e fuori del tempo (vedi per esempio alla nascita di Gesù nel tempo, Luca 2:13, e fuori del tempo quando l'Agnello siede sul trono, Apoc. 5:8-9).


IL RUOLO DI LUCIFERO


Quando Dio crea Lucifero (questa l'interpretazione data da molti studiosi che si basano sui testi di Isaia 14:9-15 ed Ezechiele 28:11-19), mette al suo servizio "flauti e tamburi"; ripeto, al suo servizio, quindi Dio dà a Lucifero il ruolo di "responsabile della lode e dell'adorazione". Cosa succede allora quando Lucifero cade, trascinandosi dietro un terzo degli angeli? Che il posto del responsabile della lode rimane vacante: possiamo immaginare che in cielo, per un tempo, vi sia stato silenzio... e qui si inserisce la Chiesa, cioè noi. La Chiesa prende il posto di Lucifero, ed in questo diviene un pubblico spettacolo di fronte a principati e podestà, ed agli angeli perplessi, che "vorrebbero guardare dentro a questa situazione" che non riescono a capire (I°Pietro 1:12). Dalla polvere, Dio si trae un popolo che Lo loda, Egli che "chiama le cose che non sono" e le fa essere! (Salmo 102:18-22 e Isaia 43:21). E questa creazione fatta dal fango della terra fa "mangiare la polvere" a Satana (Gen. 3:14, Isa. 65:25). Capite ora il ruolo della musica? Dio vuole che ci sia musica nel Suo popolo. E' un linguaggio che Dio ha scelto, e che Lui vuole che noi usiamo.


LA CONSAPEVOLEZZA DEL NOSTRO RUOLO


Una delle più grandi macchinazioni di Satana è stata il cercare di togliere la gioia dal popolo di Dio. Lo fa con Davide, quando danzò davanti all'arca del patto, lo fa nelle persecuzioni e nelle deportazioni, dove la tristezza prende il posto della gioia (Salmo 137). Lo fa ancora adesso, quando cerca di convincerci a rimanere ancorati a "vecchi modelli" per tanti motivi:


Tradizione: "si sono sempre cantati questi cantici, perchè abbandonarli?" (Cantate all'Eterno un cantico nuovo - Salmo 98:1...)


Immobilismo: "Dio non guarda alla bravura, ma al cuore; che bisogno c'è di impegnarsi troppo? Mica saremo presuntuosi?" (Suonate maestrevolmente con giubilo - Salmo 33:3)


Paura di scandalizzare: "non c'è bisogno di fare tutto questo strepito... il Signore non è mica sordo!" (dimenticandoci che la parola hallal , da cui viene "alleluia", vuol dire "fare rumore festoso", e che in I°Cronache 15:16 Davide ordina ai Leviti musicisti di "suonare in modo vigoroso"; vedi anche Salmo 95:1, 100 e 118:15)


Paura di sbagliare: "il rock è satanico, la danza mette in mostra il corpo, se faccio un assolo di chitarra può sembrare che mi atteggio, se sorrido mentre canto sembro un protagonista, se dico alla gente di alzarsi e battere le mani voglio fare l'attore..." (E Davide danzava a tutta forza; 2 Samuele 6:14); non siamo noi credenti che vogliamo scimmiottare il mondo, se proviamo a fare stili diversi di musica o ad introdurre nuove arti nella nostra adorazione, piuttosto è il contrario: noi dobbiamo riappropriarci di tutte le forme di arte che il demonio, essendo il principe di questa terra, ha usato per i suoi fini, rubandole alla gloria di Dio, che però rimane l'unico vero creatore e creativo (Apocalisse 4:11); Satana non crea niente, può solo rubare e rovinare, come ha fatto tra l'altro per tanti tipi di musica.


Ma allora, qual è l'atteggiamento giusto per cantare a Dio? Tenetevi, perchè questa è forte!!!


COME DEI CONDANNATI A MORTE...


...RESI LIBERI PER GRAZIA...


...E PROCLAMATI SACERDOTI E RE!


Fate vostra questa realtà, e come canterete ora all'Eterno? con la faccia mogia mogia? Se eravamo condannati a morte e siamo stati liberati, già questo sarebbe sufficiente per cantare con gioia e strepitare, ma... siamo stati fatti sacerdoti e re! Chi vi può fermare ora? Come canterete da oggi in poi? Ecco la consapevolezza del nostro ruolo nella musica; quando acquistiamo questa, tutto il nostro atteggiamento verso il canto cambia, ed anche i risultati della nostra adorazione: quando impariamo a lodare ed adorare, noi vediamo "il volto di Dio"!!! (Salmo 89:15 "Beato il popolo che conosce il grido di giubilo; esso cammina, o Eterno, alla luce del Tuo volto; festeggia del continuo nel Tuo nome, ed è esaltato dalla Tua giustizia...")


[tratto dal sito della Chiesa apostolica]
 
 

 

 

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